Pad thai

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Adoro le ricette e i sapori etnici, quando viaggio mi piace assaggiare ogni piatto tipico anche se non l’ho mai sentito nominare o non ne conosco gli ingredienti. Anche a casa ogni tanto è bello viaggiare con la fantasia in posti esotici e cucinare qualcosa di etnico anche per cambiare un pò la routine delle solite ricette. Parlando con Issara, un ragazzo tailandese che mi aiuterà con il restyling del blog ho appreso che l’ingrediente principale del pad thai è… il tamarindo!!! Io ho fatto senza perchè ho improvvisato la ricetta con quello che avevo in casa ma Issara mi diceva che il tamarindo o la pasta di tamarindo si trova tranquillamente nei negozi di alimentari etnici! Altra indicazione: in alcune ricette che si trovano sul web c’è la presenza dell’uovo strapazzato, è giusto metterlo se il pad thai è di carne, ma con i gamberi è meglio ometterlo!

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Ingredienti:

  • 90 gr di soba noodles
  • 200 gr di mazzancolle già pulite
  • 100 gr di germogli di soia
  • 30 gr di arachidi tostate
  • qualche goccia di olio di sesamo
  • un cucchiaio di salsa di soia
  • 1 lime
  • un peperoncino rosso fresco o semi di sesamo (facoltativo)
  • qualche ciuffetto di coriandolo fresco (facoltativo)

Preparazione:

Cuocete i noodles in abbondante acqua bollente scolando i noodles un minuto prima rispetto al tempo indicato sulla confezione.

Nel frattempo fate scaldare un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva in un wok e quando è caldo fate saltare i gamberi a fuoco alto, poi aggiungete i germogli di soia, la salsa di soia e proseguite la cottura per qualche minuto fino a cottura dei gamberi. Aggiungete i noodles cotti e ben scolati, qualche goccia di olio di sesamo e fate saltare il tutto aggiungendo le arachidi tritate.

Impiattate e servite con uno spicchio di lime, un ciuffo di coriandolo e a piacere del peperoncino fresco tritato o semi di sesamo.

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La mia Milano gourmet – parte 2: indirizzi e consigli

marchesi-3Rieccoci qui con il mio secondo post su “la mia Milano gourmet” dove vi parlo dei ristoranti, locali e negozi che con il tempo ho siglato come “i miei preferiti”. Se volete leggere anche la “part one” per vedere tutti i miei consigli cliccate qui. Dovrete perdonarmi ma le foto sono state fatte con il cellulare in tempi non sospetti ovvero quando non pensavo le avrei volute pubblicare sul post! Non fate caso a Marco che è su quasi tutte le foto, di solito sono io la fotografa quindi non mi resta che fotografare chi/quello che ho davanti!

Partiamo dalla colazione: la giornata non inizia bene senza una buona colazione, ma che dico, un’ottima colazione! Infatti ci viziamo subito facendo tappa da Marchesi in Galleria, cappuccino super cremoso, non schiumoso badate bene, ma cremoso, brioche alla crema tipo veneziana e una vista fantastica! L’arredo e i materiali sono molto delicati: marmo ovunque, specchi e rifiniture dorate, e le vetrine sembrano quelle di una gioielleria, bellissime! Si sale con l’ascensore interamente rivestito di marmo verde e specchi: selfie time!

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Solitamente per pranzo se abbiamo camminato tutta la mattinata, siamo stanchi e ci troviamo in Duomo saliamo all’ultimo piano della Rinascente e se la stagione lo consente ci piace pranzare all’aperto da Obicà, ottima pizza dal bordo leggermente croccante oltre che piatti con degustazione di mozzarelle affumicate e non. La vista anche qui è spettacolare se amate il Duomo, sarete a pochi metri dalle guglie! Unica pecca: c’è quasi sempre un po’ di attesa, meglio andare sul presto oppure piazzate i mariti in coda e andate a curiosare allo shop di prodotti gastronomici su quel piano! Sarà anche una semplice pizza (fatta bene) ma a me piace molto per via della location e dell’atmosfera: pranzare in terrazza ha sempre il suo perché!

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Rimanendo in tema di pizza, vi posso consigliare un altro posticino molto carino un pò fuori dal centro. In via Ravizza 11, la via delle pizzerie, si trova Lievità, pizza gourmet servita su grandi taglieri in un ambiente che definirei “cargo”. Lievità offre pizze per inguaribili gourmet. Potete scegliere tra le “margherite gourmet”, o le “gourmet estreme” ma non aspettatevi la classica liste delle pizze con i gusti tradizionali perchè qui ci sono pochi ingredienti ma di qualità elevata e sempre freschi e si segue la stagionalità dei prodotti come è giusto che sia! A noi è piaciuta molto e se anche voi amate provare qualcosa di nuovo ve la consiglio vivamente!

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E adesso, andiamo a comprare un pò di tè? Certo che si! Adoro andare da Dammann Frères e chi mi accompagna sa già che deve mettersi il cuore in pace perché ci sto almeno mezz’ora! Le confezioni sono eleganti e raffinate e il tè è buonissimo inutile dirlo, ma la cosa che mi piace di più sono i nomi dei vari tè: Paul & Virginie, Nuit à Versailles, Jardin du Luxembourg, Weekend è Paris, Jardin d’hiver,  Coquelicot gourmand, Miss Dammann, mi sento come se fossi a Parigi! Sollevate i coperchietti delle scatolette, annusate i vari aromi e comprate quelli che vi piacciono di più, nella confezione di latta oppure nei sachets, pratiche bustine di seta, confezionate anche singolarmente, che contengono lo stesso tè in foglie già porzionato per una tazza di tè. In Italia c’è solo una boutique in via XXV Aprile e un piccolo negozietto all’ultimo piano della Rinascente in Duomo. Tra i miei ultimi acquisti, oltre ad un ottimo tè oolong al caramel au beurre salé, il mio preferito Bali e un nuovo Carcadet ho preso anche 4 Fleur des sept fées, ovvero le 4 palline che vedete in foto: ogni pallina contiene tè verde e sette fiori di gelsomino e calendula legati insieme che una volta in infusione si aprono e creano un fiore bellissimo! Nelle boutique c’è quasi sempre un tè appena fatto da degustare mentre vi guardate intorno e ammirate le teiere, i coffret e tutti gli accessori per fare il tè, come se foste in Place des Vosges!

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Ora tocca al nostro aperitivo a cinque stelle: si va al Mandarin Oriental in pieno centro di Milano! In una via nascosta dietro Montenapoleone (via Andegari n.9) si trova questo splendido luxury hotel dove si può prendere un aperitivo immersi nell’atmosfera che solo nei grandi hotel si respira. I cocktail sono fantastici, particolari, imprevisti e scenografici! Spettacolare il cocktail affumicato servito sotto la cloche con il fumo e quello servito in una scatoletta giapponese dalla quale si sprigiona il fumo fatto con petali di rose essiccate, da bere direttamente nella scatola! La tortina ai lamponi per festeggiare il mio compleanno è stata una piacevole sorpresa! Se non avete limiti di budget potete provare anche Seta, il loro ristorante a due stelle Michelin, di cui ho sentito parlare molto bene!

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Rimanendo in tema “orientale” ho 3 ristoranti preferiti da consigliarvi: Bomaki e Tamakinho per il sushi nippo-brasiliano e Zazà Ramen per i classici Ramen. Andiamo con ordine:

Temakino ha tre location a Milano: Brera, Magenta e Navigli. Il sushi comprende temaki e uramaki in stile nippo-brasiliano quindi molto colorati e saporiti grazie alle diverse salsine e spezie e da bere si prende di solito una caipiroska; quella al maracuja è fantastica in abbinamento al sushi. L’arredamento è molto colorato e d’estate si può mangiare anche sui tavolini all’aperto. Essendo uno dei più buoni ristoranti nippo-brasiliani è d’obbligo la prenotazione, soprattutto la sera o nei weekend, il sito è ben organizzato per la prenotazione così non dovete neanche telefonare. Una bella esperienza che definirei esotica!

Qui sotto vedete l’esterno dell’ultimo Temakino aperto: è proprio in Cadorna, in Via Boccaccio 4.

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L’alternativa al Temakinho è Bomaki :stesso stile giapponese-brasiliano, offre uramaki, temaki e altre specialità golosissime e piene di sapore, è ottimo se vi piacciono i sapori nuovi e insoliti.  Il locale dalle pareti coloratissime ha il bancone con lo chef in vista che sminuzza le tartare o fiammeggia i vostri roll. Anche qui i cocktail sono fantastici! A Milano ce ne sono tre: Sanzio, Foppa e Sempione. Noi l’abbiamo provato di recente e di sicuro ci torneremo per provare la vasta scelta di specialità!

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Se state camminando al freddo da ore e volete riscaldarvi con una bella ciotola di ramen vi consiglio Zazà Ramen in via Solferino 48. Frequentato da molti giapponesi (è sempre un buon segno) offre ramen personalizzabili con vari tipi di brodo: shoyu, shio o miso e ingredienti solo vegetariani o di carne e pesce. L’ambiente è tranquillo e l’arredo ha un tocco giapponese. Il servizio è veloce e le porzioni abbondanti. I ramen sono deliziosi e perfetti per l’inverno quando si ha voglia di “comfort food”. Per veri japan-addicted!

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E questo è tutto per il momento ma ho già una bella lista di posticini nuovi da provare, seguirà il post non appena avrò sperimentato!

 

Torta petalosa mele e cannella

torta-di-mele-2Una crostata semplice, fatta con pochi ingredienti ma dall’effetto molto scenografico grazie alle fettine di mela tagliate sottili e disposte “a petalo”. Io ho insaporito la base della crostata con della marmellata di arance ricca di scorze e un pizzico di cannella ma se volete potete utilizzare anche altri tipi di confettura a vostro piacimento.

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Ingredienti per la pasta sablée:

  • 220 gr di farina 00
  • 90 gr di zucchero a velo
  • 30 gr di farina di mandorle
  • 2 gr di sale
  • 130 gr di burro freddo a dadini
  • 1 uovo

Ingredienti per la farcitura:

  • 4 mele
  • 100 gr di zucchero
  • 1 limone
  • 1,25 litri di acqua
  • 4 cucchiai di marmellata di arance
  • un pizzico di cannella
  • un paio di cucchiai di zucchero semolato

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Preparazione:

Mettete nel mixer tutti gli ingredienti della pasta sablée eccetto l’uovo e azionate fino ad ottenere un composto sabbioso. Aggiungete l’uovo e proseguite finchè non si è formato l’impasto. Terminate di impastare a mano se necessario, avvolgete il panetto in un foglio di pellicola per alimenti. Riponete in frigorifero per almeno 1 ora.

Portate a ebollizione l’acqua con i 100 gr di zucchero e il succo del limone. Mentre raggiunge il bollore preparate le mele: tagliatele in quattro spicchi, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine sottili spesse 1 millimetro. L’utilizzo di una mandolina vi consentirà di ottenere fettine di mela dello stesso spessore.

Quando l’acqua bolle immergete le mele a fettine e e fate cuocere 5 minuti dalla ripresa del bollore. Se le mele sono tagliate un pò più spesse (come le mie) prolungate la cottura per qualche altro minuto: le fettine dovranno essere morbide per poterle arrotolare senza fatica.

Scolate le fettine di mela dallo sciroppo e lasciate raffreddare.

Nel frattempo riprendete l’impasto e stendetelo con un po’ di farina e l’aiuto del mattarello in un disco spesso qualche millimetro. Rivestite una tortiera con della carta forno e adagiate il disco di pasta sablée all’interno facendolo aderire bene ai bordi.

Spalmate la marmellata di arance, spolverizzate con un pizzico di cannella e quando le mele sono tiepide iniziate a creare i petali partendo con una fettina di mela arrotolata su se stessa e posizionata al centro della torta. Avvolgete le fettine di mela tutto intorno al bocciolo centrale fino a completare la torta. Spolverizzate con lo zucchero semolato e un altro pizzico di cannella se vi piace.

Infornate a 180°C forno statico per 35/40 minuti. Fate intiepidire e servite.

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Quiche con zucca al forno, gorgonzola dolce e bacon caramellato al cardamomo

quiche-4Con questa quiche strepitosa vi presento il libro “Torte Salate” dell’MTChallenge: è una raccolta di ricette sfiziose fatte da diverse foodblogger che hanno partecipato alla sfida sulle torte salate. Se amate preparare quiche e torte salate vi consiglio il libro perché è pieno di spunti interessanti e abbinamenti particolari! Per il pranzo di oggi, visto il clima freddo e piovoso, ho scelto ingredienti dai sapori ricchi ma anche ben bilanciati tra loro. La dolcezza della zucca si sposa alla perfezione con il gorgonzola cremoso e il bacon caramellato al cardamomo è quel tocco che trasforma una rustica quiche in un’esplosione di sapori! La ricetta (che ho un pò rielaborato) è di Cristiana Di Paola, del blog beufalamode.blogspot.it!

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Ingredienti:

  • 1 rotolo di pasta brisè
  • 400 gr di zucca già pulita e tagliata a dadi
  • 100 gr di gorgonzola dolce
  • 4 o 5 fette di bacon affumicato
  • 2 uova
  • 100 ml di panna fresca
  • due cucchiai di grana grattugiato
  • un cucchiaio di zucchero di canna
  • 3 bacche di cardamomo o mezzo cucchiaino di cardamomo in polvere
  • olio, sale e pepe

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Preparazione:

Preparate la zucca: tagliatela a dadini grandi circa 1 centimetro, disponeteli in una pirofila da forno e conditeli con un filo di olio, sale e pepe. Cuocete in forno la zucca a 200°C (forno ventilato) per 20/25 minuti, o finchè la zucca risulta morbida.

Preparate il bacon: allineate le fette su una teglia rivestita di carta forno e spolverizzatele con lo zucchero di canna e i semini del cardamomo (per aprire le bacche potete passarci sopra il mattarello, in questo modo si apriranno facilmente e i semini verranno fuori da soli). Infornate a 200°C (forno ventilato) per 10 minuti, controllandolo per evitare che bruci. Una volta abbrustolito, fate sgocciolare il bacon dal grasso, tamponate con carta da cucina e fate asciugare su una gratella.

Preparate la pasta brisè: foderate uno stampo da crostata con la pasta brisè rifilando eventualmente i bordi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta, coprite con un disco di carta forno e dei pesi da cottura (o fagioli secchi). Infornate a 180°C (forno statico) per 15 minuti, poi eliminate i pesi da cottura e la carta forno e proseguite la cottura di altri 5 minuti (sempre forno statico).

Preparate l’appareil: in una ciotola sbattete due uova con la panna fresca, il grana e sbattete con una forchetta fino a creare un composto omogeneo.

Assemblate la quiche: mettete i dadini di zucca sul fondo della torta, distribuite il gorgonzola a cucchiaiate, versate l’appareil e infornate a 180°C (forno ventilato) per 20/25 minuti, sorvegliando la torta affinchè non bruci (se dovesse scurirsi troppo potete abbassare la temperatura o coprire la torta con un foglio di alluminio). Una volta cotta estraetela dal forno, decorate con il bacon caramellato infilzandolo nella quiche. Servite calda o tiepida!

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